Il Carnefice

E la mannaia.

domenica, 19 marzo 2006

Gran discorsi sull'eutanasia per i bambini

 

C'è gente che si mette lì a parlare di queste cosette, come nulla fosse, come discutere sulle lotte per il lavoro o per il caro prezzi.
E dice ci vorrebbe una legge così, una  legge cosà, mentre alcuni di noi, alcune famiglie tengono fra le braccia un bimbo che si consuma nello strazio di un dolore incurabile destinato a terminare nella morte.

Allora invocano una regolamentazione dall'alto, dallo Stato, oppure si riferiscono agli insegnamenti della Chiesa...

Abbiamo perso l'identità popolare. Demandiamo alle leggi, al governo, all'ideologia della maggioranza, "se lo dice lei allora va bene"...
Io dico che non può andare bene per casi straordinari come quelli che discutiamo qui.
Non si può demandare ad altri, alla "maggioranza" il caso singolo, straordinario ed estremo. Impossibile e degenerante: questo è il punto. La collettività non può farsi carico di un evento eccezionale e avere le capacità di risolverlo.
Questo è quanto.

E questo vale per una "maggioranza", per un governo, per un'ideologia, per una religione o per un regime.
Non fatemi inalberare ché è evidente che non conoscete la disperazione più profonda, quella che ti distorce la mente in modo assoluto, giorno e notte, non ti lascia un momento, nemmeno un istante brevissimo, e non consente alcun tipo di ragionamento. Non sapete, ma parlate di questo. Addirittura invocando ordini superiori a regolare interventi elucubrati su eventi che rimangono isolati e assolutamente unici.

A queste storie si possono avvicinare solo i parenti stretti. Poi gli amici intimi. Poi i conoscenti e via, via, sino ad arrivare agli astranei. Ma in questo categorico ordine, non l'inverso. Non che in casa mia, nel dolore più straziante e disumano arriva uno sconosciuto e mi dice: questa è la legge o questa è la Parola di Dio. Vuol die che tu non sai e ti permetti. Ma cosa ti dice la tua testa e il tuo cuore, sei impazzito? Lo sai cosa ti succede se incontri uno che niente niente reagisce? La reazione sarà straordinaria. E che ti aspettavi?
E il bello è che lo sappiamo di andare a toccare cose che non si deve.

Lasciamo stare.
Datemi retta.
Lasciamo stare.

Auspichiamo che qualcuno faccia una legge apposita, molto molto molto rispettosa, in punta di piedi, a porta socchiusa e capo chino, dove il magistrato entri nudo di poteri e il cuore in mano. Di fronte a certe cose non si parla ad alta voce. Anzi, si tace. E si spera che non capiti MAI a noi. Altro che "prova di Dio".
Provàtela un po' voi, cialtroni, poi ne riparliamo. Forse.
E chiunque si azzardi ad alzare la testa - questo dovrebbe essere il primo articolo di questa legge - gliela si abbassi subito, a scapaccioni.

Silenzio.

Il Carnefice

 

Postato da: carnefice a 15:04 | link | commenti (48) |


Commenti
#1   19 Marzo 2006 - 18:52
 
Questo si che mi pare un post "cialtrone" altro che dirlo a noi... Chiudere nella privacy i problemi più delicati, e diciamolo pure "seccanti", è diventata un'abitudine di questi "cialtroni" (lo uso io questo termine), che non rispettano innanzitutto la sacralità della vita che è un dono ricevuto e affidato alle nostre cure, e poi la solidarietà di una società che deve farsi carico di queste tragedie, come ho mi pare ben esemplificato in un mio post su La Cittadella (andatelo a leggere!). Il fatto è che è super-egoistico mettere il coperchio a situazioni come queste, perchè non ci si vuol "sporcare le mani". Così non se ne sente più parlare ne si vede più nulla. E noi continuiamo a far festa e a divertirci come nulla fosse. Ed è la stessissima cosa per: "drogati", "barboni", "disadattati", "malati mentali", "bambini che muoiono di fame, di violenze, di strada...". Eh si, caro mio, tu ti arrabbi? Io penso che non ne hai nessunissimo diritto finchè te ne vuoi lavar le mani così. E bada bene, che io comprendo la tua posizione, che non è mica "eroica", sai... che la pensano come te, ce n'è una infinità, che non aspettano altro che di togliersi di torno questi "casi pietosi". La comprendo, ma non l'approvo per nulla. Che ne sai tu se io ho o no esperienza? Vorresti che quì scrivessero solo i bambini col cancro, per il commento fosse più credibile? Ciao, ciao
Alkall
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#2   19 Marzo 2006 - 19:45
 
Alkall, questi non sono problemi delicati. Questi sono problemi oltre le capacità umane, figuriamoci quanto sia una cialtronata il tentativo di farne un'equazione sociale.

Tu parli di coperchi, io parlo di limiti oggettivi.
Tu parli di lavarsene le mani, io parlo di tacere sulla disgrazia più terribile che esista, quando non hai alcun potere materiale né mentale.
Tu parli di credibilità e il tuo commento è davvero incredibile.
Tu parli, parli, parli.

Taci.
Adesso taci.
E prega molto intensamente che non ti debba mai succedere di sentire i gridi su un letto di morte dove lì finirà a breve il tuo amore terreno infinito: tua figlia.

Il Carnefice

PS: e non insistere. Su questo argomento dei figli destinati a questa fine atroce, non hai nulla da dirmi.
Nulla.
Vuoi parlare di "drogati", "barboni", "disadattati", "malati mentali", "bambini che muoiono di fame, di violenze, di strada..."? Vai da un'altra parte: in questo post si tace sui bambini destinati a morire dopo sofferenze atroci.

Un'altra cosa: su quest'unico argomento al mondo, sappi che - non l'ho mai fatto e mai lo farò su altri argomenti - eliminerò qualsiasi altro commento che non sia concorde con la mia linea di pensiero.
Terribile? Assolutista? Tirannico?
Sì. Ma nulla in confronto a questo tipo di atrocità.

E sono stato anche molto gentile, con te. Molto.

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#3   19 Marzo 2006 - 19:53
 
Bene. Evidentemente, non sei in condizione nemmeno di ragionare. Non lo so il motivo, e non indagherò. Ma quando uno si comporta così, davvero bisogna lasciarlo perdere... Addio
Alkall
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#4   20 Marzo 2006 - 05:09
 
Posso?

Consapevole di stare incamminandomi su di un terreno minato, mi faccio coraggio (aiutato dall'ora tardissima: il sonno mi rende più faticoso scrivere ma mi fa anche più temerario, o incosciente) e procedo. E cercherò di farlo con una attenzione e una delicatezza assolute.

Vi prego, fermatevi un momento, tutti e due, e davvero cercate di ragionare (verbo che avete usato entrambi, nei vostri ultimi post).

Ragionate, per favore, su queste cose.

1) Io non so per quale motivo (né lo voglio sapere; né, forse, è giusto che io lo sappia; o forse non c'è nessun particolare motivo), ma il Carnefice è estremamente sensibile rispetto all'inaudita tragedia della malattia. In particolare alla malattia dei bambini, e alla conseguente sofferenza di questi piccoli esseri. Tempo fa, tentando un identikit del Carnefice, avevo ipotizzato che egli lavorasse all'ospedale Gaslini di Genova, che è appunto specializzato nella cura dei bimbi malati. La mia ipotesi era sbagliata, ma evidentemente avevo colto questa particolare sensibilità del Carnefice rispetto al problema.

2) D'altra parte, mi domando, c'è bisogno di un qualche specifico motivo per essere emotivamente coinvolti, di un coinvolgimento totale, da quel mostruoso mistero che è la malattia infantile, e in generale la malattia delle persone amate? La risposta che mi do è: no. Non c'è bisogno di nessuno specifico motivo. Basta possedere un barlume (è sufficiente, in questo caso) di umanità. O di divinità, se voi preferite.

3) Detto con sincerità, Alkall, e realmente senza alcun malanimo o intenzione polemica, io credo che nel discutere dei bambini malati e della loro sofferenza (cioè nel discutere di qualcosa di cui è di per sé sommamente arbitrario discutere) tu commetta due giganteschi sbagli.
Il primo è pensare che chi sia favorevole - di certo tra mille laceranti dubbi che probabilmente lo inducono a rimettere di continuo in discussione il proprio punto di vista - all’eutanasia di un bimbo che stia orribilmente soffrendo, lo sia perché egli è un cultore della morte. Addirittura un sadico che della soppressione di un bambino trae godimento, o un genitore scellerato che non vede l’ora di levarsi di torno quel pesante fardello. Nel pensare una cosa del genere, un’enormità del genere, dimostri nel modo più indiscutibile due cose: di essere sopraffatto dall’ideologia; che la tua ideologia ha su di te un effetto terribile, ovvero ti induce a disumanizzare il tuo prossimo. E’ un processo ben noto: cambiando tutto ciò che va cambiato, è quel che accade a un brigatista, il quale svuota di umanità, riducendolo a poco più di un simbolo negativo, chi sia da lui percepito come avversario ideologico. La tua ideologia, Alkall, sono i precetti teorici che ricevi dalla Chiesa. Ma fai attenzione, perché non sempre la teoria si concilia con l’umanità. Anzi, spesso le due cose non si conciliano affatto. E tu, che sei un’antiutopista incallito, lo dovresti sapere molto bene. Io credo, e ti dico questo umilmente, che dovresti cercare di non farti un idolo della teoria, e provare invece a sostituire progressivamente quest’ultima con la pietà. La quale si accorda con l’umano, con il reale, assai meglio di qualsiasi teoria. Ed è, a differenza della teoria, una cretinata, nell’accezione che il Carnefice (rifacendosi all’invito evangelico a ridiventare fanciulli) dà a questa parola. Per essere pietosi, insomma, non occorre essere degli eruditi o degli speculativi. Con questo non dico che tu debba essere favorevole all’eutanasia di un bimbo che stia atrocemente patendo. Non lo dico affatto. Dico che dovresti sforzarti di compatire (nel senso etimologico di soffrire insieme) non solo il bambino ma anche i genitori. Da una parte facendo il possibile (se puoi e vuoi farlo) affinché i genitori non compiano quell’atroce atto che tu reputi un mortale peccato, ma dall’altra non smettendo mai di considerare in tutto e per tutto umani (e non invece mostri, come purtroppo fai) anche quei genitori che ritenessero di interrompere definitivamente le sofferenze del loro bambino considerando questo estremo gesto, a torto o a ragione, quello più gravido d’amore nei riguardi della loro creatura. A torto o a ragione. E qui veniamo a quello che è per me il tuo secondo, immane sbaglio.
Tu, Alkall, giudichi. Giudichi con una facilità imbarazzante (e, lasciamelo dire, violenta) rispetto a qualche cosa su cui noi, miseri omarini, davvero possiamo soltanto astenerci dall’emettere giudizi. Lasciando che eventualmente questi ultimi, per chi creda, li formuli l’Onnipotente. Tu hai ben chiaro quale sia il modo giusto di agire in simili circostanze, e come agiresti tu. Benissimo. E’ un’ottima cosa. Ma non puoi (credimi, Alkall, non puoi) giudicare chi, nelle stesse condizioni e a prescindere dal fatto che la legislazione del suo Paese glielo consenta, dovesse compiere una scelta differente. Tutto ciò che si può fare, in casi del genere, è chinare il capo impotenti e sospendere qualunque giudizio. Qualunque. Tu che credi, poi, potresti fare un’altra cosa. Pregare, pregare intensamente. Null’altro, Alkall. Ecco, io temo che la tua fede sia spesso astratta, troppo dogmatica, e che questo finisca per toglierti carità. Per cui, e ripeto il discorso di prima, sei caritatevole (e so che lo sei davvero) solo verso il bimbo ammalato ma non riesci a esserlo pienamente verso il genitore del bimbo, che sottoponi al tuo spietato giudizio. Io ti invito pertanto - se posso darti un consiglio in modo sinceramente amichevole - a pregare cercando di dimenticarti, almeno per un po’, della lettera, del dogma, della regola, dei mille paletti con cui rischi di ottundere la tua capacità di sentire l’umanità altrui. Penso che in questo modo potrai recuperare quel po’ di pietà che forse hai perduto per strada; e non forse non vedrai più attorno a te tutti quei mostri senz’anima che, alterato come sei dalla tua fede-ideologia, vedi adesso.

Al Carnefice, infine, voglio dire che farebbe un brutto errore se eliminasse dal blog qualsiasi commento non concorde con la sua linea di pensiero. Non c’è niente di cui avere paura, se non del fatto che corriamo sempre il rischio (io esattamente come voi, certo) di disumanizzare l’altro, anche quando non lo merita affatto.

Spero che ragionerete su quanto ho scritto. E che questo ragionare, perché no, vi faccia tornare a parlare.

Hans
utente anonimo

#5   20 Marzo 2006 - 08:27
 
Non c'è molto da aggiungere a quanto ha già scritto Hans. Intervengo solo per pregarvi anch'io di non interrompere il dialogo. Mi privereste di scambi di idee proficui che mi arricchiscono.

Sul tema in discussione (che mi è particolramente caro) non posso che accostarmi al Carnifex. Già nell'Anticamera ho detto più volte che di fronte al mistero del dolore bisogna fare un passo indietro. Nessuno - e sottolineo nessuno - ha il diritto di giudicare e ammonire chi passa attraverso certi inferni. Solo una cosa possiamo fare: accogliere.
Nell'accoglienza e nell'amore passa a volte la strada che porta a evitare la dolce morte.

Psico
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#6   20 Marzo 2006 - 17:52
 
Prima che qui si blocchi tutto, è meglio che proceda con il seguente commento.

Punto primo.
Qual'è la cosa più importante per l'umanità?
Qual'è lunica speranza?
Qual'è l'ultima risorsa?
La prole.

Punto secondo
Qual'è la sofferenza più grande?
Qual'è il dolore estremo che ti toglie capacità intellettiva?
Qual'è la pena che ti accompagnerà tutta la vita?
La morte della prole.

Cosa si deve fare quando la prole è in pericolo?
Qualsiasi a propria disposizione. Altrimenti il primo punto è discutibile.

Cosa si deve fare quando la prole soffre?
Riportarla a uno stato di benessere fisico e mentale.

Chi ha diritto di intromissione nelle decisioni dei genitori?
Soltanto i genitori stessi. Possono venire in soccorso le persone più vicine. Altrimenti il secondo punto è discutibile.

Queste sembrano un po' le regolette di Asimov sui robot, vero?
E non sono nemmeno del tutto giuste, e non sono nemmeno complete.
Il fatto è che dietro al "problema figli" ci sta un'infinità di problemi che mette in difficoltà l'umanità intera. Questo mio articolo esprime il grido di dolore di chi sia in trincea, di chi vada rispettato per le sue personalissime sofferenze estreme. Il punto è che l'umanità non dispone di una regola semplice e accettabile a cuor leggero da tutti - credenti e non credenti - dinnanzi a questi eventi.
Ovviamente i credenti hanno quella marcia in più che consente di affrontare un problema tramite una soluzione che sta a monte: "Ama Dio", con tutto quello che ne consegue, qualora davvero uno ami Dio nel profondo. Ma il problema è che da questa soluzione sono esclusi tutti i non credenti.
In prima battuta parrebbe che i non credenti siano la parte debole dell'umanità, non avendo - appunto - questa forza divina come alleata. Ma in seconda battuta troviamo che il metodo di aiutare i non credenti, da parte dei sedicenti credenti, non dà i frutti auspicati: la conversione alla Fede.
Nel frattempo, comunque, che ne facciamo dei non credenti (che esisteranno sempre, mi sa)?
Riflettiamo allora sul fatto di aiutare i non credenti e su come ciò avvenga.
E riflettiamo quindi su come i credenti tendano la mano, sui modi usati, sugli atteggiamenti, sulle forze che mettono in gioco, su come entrino nel terreno mentale e psicologico del non credente. E soprattutto nel cuore.

Un esempio? Prendiamo due atteggiamenti-tipo; riguardo questo mio articolo li vediamo chiaramente. Da una parte un Alkall che, di fronte a una reazione negativa, dice:

"Bene. Evidentemente, non sei in condizione nemmeno di ragionare. Non lo so il motivo, e non indagherò. Ma quando uno si comporta così, davvero bisogna lasciarlo perdere... Addio"

e vediamo anche un Chinino che per controbattere alla suddetta reazione negativa, commenta su un altro blog (lacittadella) evitando così di poter subire la pena prospettata: la cancellazione del commento.

Il primo, istintivamente, molla; il secondo, ponderatamente, insiste da una posizione arroccata.

Nella realtà questi due atteggiamenti si riflettono in questo modo: il primo fa come la gente che, direttamente tirata in causa e non sapendo affrontare il problema, si ritira (in buona sostanza, sbocca in quello che indico io: "Lasciamo stare"); il secondo fa come lo Stato: da una posizione intoccabile, applica.

Ma manca un terzo: quello che fa il matto, che si prodiga, che dimostra, agisce, esterna e magari fa persino miracoli. Insomma: il vero credente. Quello che "se in cuor vostro non dubiterete, se aveste fede quanto questo granello di senape direste a quella montagna và e gettati nel mare. Ed essa, lo farebbe".
In questo deserto di Forze Divine, allora, spiccano Hans e Psico. Molto rispettosi, quasi timidi. Buoni di cuore. Piccoli e cari agli occhi di Dio.
Ma che dire dei "credenti"? Che dire degli "imponenti soldati del Signore"?

Ecco qui: si sente dire tanto che "i credenti" saprebbero sempre come combattere, di fronte a tutto, anche di fronte alla sofferenza di un figlio (addirittura! Però!). Ma chi potrà credere a ciò, quando si vede che uno molla e l'altro si arrocca? Che fede è questa? Di che Dio parlano?
Ma se nemmeno davanti a una semplice, stupida, bassa, insignificante e banale reazione negativa - da Blog - come quella da me imposta, emerge la volontà di combattere (perchè la religione cristiana è combattiva, è religione tenace, forte, ma perlamiseria! ha dalla sua parte Dio! cani rognosi che non siete altro), cosa farete, "voi che invocate il Mio nome" quando si presentasse il problema vero? Eh? Cosa fareste di fronte a quei due genitori straziati? Tacereste perché di fronte a certe reazioni non c'è nulla da fare, o assistereste soddisfatti col telecomando in mano alla decisione della Legge?
Oppure NON DUBITERESTE e procedereste verso i due genitori sofferenti (anche a costo di fare un miracolo, perché no) dato che davvero alle vostre spalle c'è Gesù Cristo Figlio di Dio?
Allora?
Tacereste perché proprio di fronte a certi atteggiamenti non c'è nulla da fare, invochereste la Legge, o sareste veri combattenti?

Aveva ragione Gesù, quando diceva che la fede si vede nelle piccole cose "e come affidarvi quelle grandi"?

Combattete se avete un'idea. Soprattutto nel nome di Dio.
E non fermatevi davanti al primo carnefice che incontrate. E nemmeno dopo settanta volte sette.
Altrimenti, come potreste essere creduti a vostra volta se il messaggio che portate non ha la Forza di Dio ma solo le parole?

Per il momento - in attesa di una vostra vera, totale, conversione - di fronte a eventi particolarmente difficili, dove da caso a caso esistano differenze oggettivamente imbarazzanti, vi suggerisco una cosa: "Lasciate stare". Fate uno stand-by tecnico e interrogatevi piuttosto su cosa significhi credere davvero in Dio. E, quindi, soltanto dopo, diffonderlo; voi che volete farlo.

Che lo Spirito di Dio Onnipotente vi illumini. E vi esalti la mitezza.

Il Carnefice

PS:
Hans, grazie; per me è stata una gran bella emozione sentire - al di là della sostanza - il modo con cui ti sei espresso.
Psico - sempre schietto e rispettoso - grazie per l'equilibrio che tenti sempre di mettere in campo.
E un grazie particolare ad Alkall, che sbraita e ha buonissime intenzioni (e mi ha anche commosso, scrivendomi privatamente), ma che è ancora in cammino verso Gesù, là all'orizzonte...

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#7   20 Marzo 2006 - 19:13
 
Tutti siamo in cammino, Carnefice... fino all'ultimo respiro... Caro Hans, ti voglio chiedere una cosa. Che farai per me (se lo vuoi). Perchè non provi a pregare per me? Perchè diventi la persona che così bene hai descritto? Sarebbe una opera buona. E non dire che non sai da che parte cominciare... Perchè non c'è "una parte", basta volerlo...
Alkall
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#8   21 Marzo 2006 - 03:32
 
Io non prego, Alkall, ma ti scrivo dei messaggi. Considerali pure le mie preghiere.

C'è poi da dire che, secondo Hegel, la preghiera del mattino dell'uomo moderno è la lettura dei giornali. Se ciò è vero, beh, posso dire di essere uno che prega parecchio!

Hans

P.S. Carnefice, ma se io volessi dirti una cosa in privato come posso fare? C'è un modo di farlo attraverso questo blog?
utente anonimo

#9   21 Marzo 2006 - 11:54
 
Quindi ti chiami Emilio!!! Aggiungi un tassello all'identikit segreto del Carnifex, Hans.

Abbracci.
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#10   21 Marzo 2006 - 12:15
 
Ok, Hans, tu non preghi... Perchè non ci credi. E dunque, per favore non prendere in giro la gente consigliandole di fare cose che non solo non consideri importanti, ma nemmeno prendi in considerazione. Il teatro fallo sul palco, non quando stiamo parlando di problemi gravi come quello della malattia dei bambini. Grazie.
Alkall
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#11   21 Marzo 2006 - 12:22
 
Puoi cancellare la tua mail, Carnefice, grazie. Me la sono appuntata.

Che il Carnefice si chiami Emilio lo sapevo già: sia perché era da lui stato reso noto in occasione del famoso compleanno, sia perché c'è scritto sul suo profilo, qui all'interno del blog.

Hans
utente anonimo

#12   21 Marzo 2006 - 12:38
 
Alkall, scusa se mi intrometto, ma uno può non prendere in considerazione pur conoscendo l'importanza. Un po' come dire: io fumo e so che ci creperò perché ne fumo cento al giorno, ma consiglio a tutti di non fumare (Yul e Gianfranco docet).

Questo non è prendere in giro.

Il Carnefice

PS: scusa anche a te, Hans, ma oggi è la giornata del ficcanaso.

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#13   21 Marzo 2006 - 12:46
 
Il fatto che io non ci creda non significa che non rispetti l'atto del pregare. Ecco perché, a te che sei credente, mi sono permesso di consigliarlo.

Sinceramente, Alkall, penso che questa tua ultima sia una delle risposte più becere e rozze che tu mi abbia mai mandato (e ce ne vuole!). Se fossi uno che si offende potrei persino ritenermi offeso, ma fortunatamente non lo sono.

Stammi bene.

Hans
utente anonimo

#14   21 Marzo 2006 - 13:11
 
Carnefice cancella anche il mio commento in cui faccio la figura del pirlotto perché non sapevo che ti chiami EMILIO. Come mio nonno, mio zio, mio cugino e uno dei miei nipoti. Ebbene sì, è un nome di famiglia.

Anzi no, non cancellare nulla. Anzi, fai come ti pare.

Psico
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#15   21 Marzo 2006 - 14:03
 
Per Psico è la giornata dell'indecisione molesta.
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#16   21 Marzo 2006 - 17:46
 
Beh, caro Hans, non volevo farti un complimento, volevo solo far emergere l'ipocrisia del tuo commento, tutto infarcito di cuore di delicatezza (finta), perchè quando si passa ai fatti, e un fratello ti chiede di fare qualcosa per lui, la risposta è "picche".
Alkall
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#17   21 Marzo 2006 - 17:53
 
Alkall, invece, è rimasto ancora a tre giorni fa: la giornata del bisticcio a tutti i costi.
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#18   21 Marzo 2006 - 18:02
 
Non posso continuare questo botta e risposta, Alkall. Ma non perché non ti voglia rispondere, alla maniera di Gianluca Zappa. E' che, nella circostanza, non ho più nulla da risponderti.

Hans
utente anonimo

#19   21 Marzo 2006 - 18:12
 
Amen!
Alkall
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#20   22 Marzo 2006 - 14:59
 
Davvero Alkall non ti capisco. Con sincerità e anche un po' di affetto Hans ti ha invitato a pregare e tu reagisci così. Davvero non ti capisco.

Psico
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#21   22 Marzo 2006 - 19:45
 
A me gli ipocriti fanno questo effetto... che vuoi, siamo tutti diversi... Ciao, ciao
Alkall
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#22   22 Marzo 2006 - 21:31
 
Tra le tante cose che non sai riconoscere, Alkall, c'è evidentemente anche l'ipocrisia. Sarei stato ipocrita se - per assecondare la tua assurda e sfacciatamente provocatoria (visto che l'hai rivolta a un non credente) richiesta - ti avessi detto che avrei pregato per te. Invece, guarda un po', sono stato sincero.

Hans
utente anonimo

#23   22 Marzo 2006 - 22:29
 
L'hai ricevuta la mia ris-posta, Hans?

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#24   23 Marzo 2006 - 00:11
 
Sì, l'ho ricevuta ma non l'ho ancora letta perché oggi sono stato fuori di casa quasi tutto il giorno. Penso che entro domani riuscirò a risponderti. Intanto ti ringrazio molto.

'Notte.

Hans
utente anonimo

#25   23 Marzo 2006 - 01:17
 
Di niente. Era per sapere.
'Notte
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#26   24 Marzo 2006 - 15:04
 
Ho letto la mail. Presto ti risponderò. Ma ho bisogno di un po' di calma, e in questi giorni posso permettermi solo i commentini-bagatelle.

Ciao.

Hans
utente anonimo

#27   26 Marzo 2006 - 09:52
 
Un saluto a voi, esperti del bisticcio diplomatico mediatico. Possano le vostre dita, mai incollarsi alla tastiera e la vostra mente mai ridursi come quella di molti commentatori televisivi.
A chi si é preoccupato per la mia esistenza, dico, grazie.
In effetti é molto che non vi seguo più, perché il termine "dialogo" non mi si addice. Come direbbe il buon CapaRezza, trovo molto interessante la mia parte intollerante che mi rende rivoltante tutta questa bella gente.
Non ce l'ho con te, caro carnefice, che usi il cervello per analizzare comprendere e la lingua per mandare affan... il mondo. Non ce l'ho con il diplomatico Psico, anche se a volte sembra che tenga di più agli equilibri e alle amicizie che alla vera e propria dichiarazione della verità. Figuriamoci se c'e l'ho con lo sgusciante Hans, il cui cervello é per contenuti simile a molti filosofi illuminati. Ma Alkall, proprio non lo reggo, senza parlare ovviamente degli altri talebani cristiano-cattolici di cui sono pieni i blog.
Si stava facendo una discussione molto tempo fa, Alkall si intromise e riuscì a distruggerla, come era nel suo intento. Sono stanco di vedere discussioni che si sfracellano perché non si vuole affrontare la realtà di un modo di pensare diverso.
E se dunque pur non vestendo cashmere posso essere considerato estremista, ben venga.
In effetti lo sono e dunque per rispetto mi dissolvo nella nuvola eterea del vampiro in fuga dalle croci.
Fuggo, come un orco inseguito dai villeggianti con i forconi della Cittadella sopra la collina.
Mi rifugio nelle cataombe piene di quelli che non hanno più voglia di litigare con tutti. Tutti hanno la propria verità. Bene. Spero che ve ne siano sei miliardi di verità, poiché se ce ne fosse una sola, la maggiorparte di noi sarebbe quantomeno spiazzata. Chissà che anche dopo, non si riesca a negare l'evidenza di una realtà diversa.
In bocca al lupo e spero davvero che il vostro modo di procedere illumini le vostre strade. Quando avrete finito lo scontro e sarete arrivati ad una comune definizione di verità, fatemi un fischio, vi ascolterò con la massima attenzione e valuterò le differenze tra la mia e la vostra verità. Di certo a quel punto, sarò ben più propenso a cambiare, se ve ne sarà bisogno.

Non riesco a capire perché Hans e Il Carnefice non abbiano ancora trovato l'identica definizione di verità. Secondo me siete molto in sintonia.
Deve essere un problema di linguaggio e di icone.

Auguri davvero.

Ogre
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#28   26 Marzo 2006 - 14:28
 
Ciao Orco,

sono contento che, anche se hai smesso di dir la tua, seguiti a leggerci (mi sei parso piuttosto aggiornato sui contenuti delle ultime discussioni). Devo però dirti che anch'io sento la voglia di prendermi un periodo di pausa scrittoria: mi sa tanto che la asseconderò, 'sta voglia, e che da domani mi limiterò per qualche tempo a fare il lurkatore, come si dice in gergo internettiano. Certo, quando poi mi trovo di fronte a certe sparate dei talebani cristiano-cattolici da te citati faccio fatica a trattnermi, ma è bene che impari a controllarmi di più.

Grazie di avermi accostato ai "filosofi illuminati", non potevi farmi miglior complimento.

Quanto a me e al Carnefice, se non abbiamo trovato l'identica definizione di verità è, forse, perché lui crede e io no. Chissà.

Stammi bene e a presto.

Hans
utente anonimo

#29   26 Marzo 2006 - 15:49
 
Uéila! Ma allora sei vivo.
Questo è l'importante: continuare ad esserci, qui, tutti, in modi differenti (non nel Blog, ovviamente...).
Non ti preoccupare: una volta passati alla prossima configurazione vedrai che ridere.

Stai bene e sbircia, almeno ogni tanto puoi fare una comparsata.

Il Carnefice

PS x Hans: io credo? Mmhh... Bah. Beh, perché no? Però... Non so... Mah...

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#30   27 Marzo 2006 - 11:21
 
io non ho mai detto che sono solo gli uomini a fare certi discorsi..anzi..tutto il contrario...
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#31   27 Marzo 2006 - 14:13
 
Donna colta.
Bene, e come te lo spieghi?
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#32   27 Marzo 2006 - 21:12
 
a parte che prima di usare gli pseudonimi altrui dovresti chiedere il permesso.
e comunque, prima di fare il provolone mollicone piacione con le donne dovresti imparare a scrivere, caro il mio figlio di SOCCI.
senza rancore, eh!
;)
utente anonimo

#33   28 Marzo 2006 - 02:18
 
Hai presente, Carnefice, quelli che ti danno del falso o del bugiardo se, per esempio, affermi che restituiresti intonso al legittimo proprietario un portafoglio trovato per terra a prescindere dalla quantità di denaro che questo portafoglio contiene? Sono quelli che ragionano nel seguente modo: siccome loro il portafoglio - anche se dentro ci fossero dei documenti che consentono di risalire al proprietario - non lo riconsegnerebbero, stimano impossibile che qualcuno possa comportarsi in maniera diversa e quindi reputano automaticamente un ipocrita mentitore chiunque asserisca che il portafoglio lo darebbe indietro.

Mutatis mutandis, mi pare un po' il caso di Imperterrito, che è l'autore del post n. 32. Parendo a lui irrealistico che nel rapportarsi a una donna, foss'anche tramite un blog, si possa prescindere da un approccio di tipo "sessuale", eccolo darti del mollicone - seppure con ironia tutto sommato bonaria - senza capire che, nella circostanza, tu sei veramente interessato a null'altro che a una pura e semplice discussione sulle eventuali e presunte differenze tra uomini e donne relativamente ai desideri erotici.

Ora, se leggerà questo mio post, Imperterrito penserà forse, per riflesso condizionato, ch'io sia un sessuofobo; ma se pensasse una cosa del genere sbaglierebbe nuovamente, e di grosso. Anzi, già che ci siamo, devo dire che tramite il blog di My Sexy Lady ho scoperto l'esistenza di una ricca galassia di blog (e tra questi quello di Imperterrito) la cui tematica prevalente è il fetish-bondage. Mi paiono interessanti e, vista anche la loro estrema diversità rispetto ai blog che bazzico di solito, mi incuriosiscono: quindi credo che darò loro un'occhiata non superficiale.

Un saluto (anche a My Sexy Lady e a Imperterrito).

Hans

P.S. Scusa una cosa: ma perché hai cancellato il primo post di My Sexy Lady e tutti quelli a esso legati? Non dirmi che non li ritenevi "degni". Non me lo dire, Carne'...
utente anonimo

#34   28 Marzo 2006 - 03:03
 
Hans, riguardo i post "svaniti" dei quali parli, devi sapere che... ma no, non te lo dico. Voglio vedere se ci arrivi da solo. Tanto so che non te la prenderai: ti darai solo una manata in fronte (scherzetto).

Per quanto riguardi Imperterrito, lui sa benissimo di darmi le ditatine nei fianchi sperando di farmi il solletico, il tritatrippe a carbone.
Lo trovo simpatico, ma al momento non ancora abbastanza in confidenza da dargli retta. Almeno, su queste uscite da chihuahua.
Comunque, non si discute, benarrivato.
Come a mysexylady, ovviamente, con la quale gentildama mi scuso per il ritardo nella cortese formalità - imperdonabilmente implicita - sfiorandole gentilmente la delicata manina (così Imperterrito vedrà se continuare sulle ditatine o meno).

Il Carnefice

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#35   28 Marzo 2006 - 14:30
 
>Voglio vedere se ci arrivi da solo.

Temo che ti deluderò.

Hans
utente anonimo

#36   28 Marzo 2006 - 19:18
 
Va bene, rammollito: sono nel precedente articolo. Non è colpa mia se mysexlady inizia da una parte e prosegue da un'altra.

Manata in fronte... paf!

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#37   29 Marzo 2006 - 01:33
 
E l'avevo pure controllata, la precedente discussione! Chiari sintomi di affaticamento, i miei: inizio ad avere il fiato un po' corto, come la mia povera Juventus... Già, ho aperto troppi fronti e adesso arranco. Vorrà dire che correrò ai ripari razionalizzando le mie presenze nei blog. E così, forse, riesco anche a rispondere come si deve alle tue mail.

'Notte.

Hans
utente anonimo

#38   29 Marzo 2006 - 01:45
 
>PS x Hans: io credo? Mmhh... Bah.
>Beh, perché no? Però... Non so...
>Mah...

Ah, ricevuto.

Hans
utente anonimo

#39   01 Aprile 2006 - 14:20
 
Ben tornato Ogre!

Sono felice che ci lurki e condivido le tue insofferenze. Mi conosci molto bene se parli di me come uno che tiene molto agli equlibri. Ma certo non sottometterei mai questo valore all'amicizia. Anzi, direi che è proprio per non rovinare le amicizie che cerco di mantenere il dialogo anche con chi non la pensa come me. Certo però, non passerei sopra alle mie idee per mantenere un'amicizia. O forse no?

Comunque se aspetti che nei nostri scontri-incontri blogghistici troviamo la verità diventerai vecchio. Non te ne sei accorto? Non viaggiamo per arrivare, ma perchè ci piace farlo. E non seguiamo nessuna strada. La facciamo noi camminando. Questo era Machado.

Scrivi di più, non fare il barbun!!

Psico
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#40   08 Aprile 2006 - 14:15
 
ERRATA CORRIGE: nel post precedente al posto di "Ma certo non sottometterei mai questo valore all'amicizia" leggasi "Ma certo, non sottometterei mai l'amicizia a questo valore".

Me ne sono accorto un po' in ritardo.

Psico
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#41   08 Aprile 2006 - 22:48
 
Eh, eh, Psico... attento perchè Hans te la segna col rosso e ti toglie due punti... Ciao, ciao
Alkall
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#42   19 Aprile 2006 - 16:32
 
Alkall, una volta per tutte: conosco Hans da parecchi anni. Da sempre tende a correggere gli errori di ortografia. Ti assicuro che il suo è solo un riflesso condizionato che gli viene dal suo lavoro e dall'amore che ha per la letteratura. Non corregge mai per umiliare, deridere o mostrare la sua presunta superiorità. Chi, al contrario, non tollera le sue fraerne correzioni, secondo me, palesa un'insicurezza latente.

Non lo dico per difendere Hans che spesso - lo ammetto - è un gran rompicoglioni.

E scusate per la parola 'spesso'.

Psico
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#43   21 Aprile 2006 - 00:40
 
Pisco, hai scritto "fraerne" invece di "fraterne".

Hans
utente anonimo

#44   24 Aprile 2006 - 15:12
 
Buonasera a tutti. Ho visto che "il Carnefice" è un assiduo interlocutore in alcuni blog che leggo, e ne ho apprezzato gli interventi. Così sono venuto a dare un'occhiata. Se non vi dispiace, magari, ogni tanto mi faccio vivo. Grazie e saluti.
Blogger: Contattami Guarda il mediablog (foto, audio e video) di questo utente. Blocca questo utente laparola

#45   25 Aprile 2006 - 13:38
 
Questo è un Blog aperto a tutti, laparola. E ognuno può dire ciò che gli pare.
Me compreso, ovviamente, se non vi dispiace, branco di zotici.

Il Carnefice

PS: benarrivato, laparola. Son proprio contento dell'apprezzamento.

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#46   02 Giugno 2006 - 09:36
 
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PORCO DIO PORCA MADONNA PORCO DIO PORCA MADONNA PORCO DIO PORCA MADONNA PORCO DIO PORCA MADONNA PORCO DIO...
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#47   13 Giugno 2006 - 10:23
 
LaNerchia, parliamone... Dai non fare così! Ti vogliamo tutti bene.

Un bacino da Pisco.
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#48   13 Giugno 2006 - 10:23
 
Hans, ho scritto Pisco invece di Psico.

Psico
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