E la mannaia.
Grazie a Ogre...
Proviamo a partire da una considerazione esterna al problema cristiano.
E poniamoci un problema da risolvere.
Dati del problema:
1) Dio esiste ma non lo si conosce direttamente;
2) Dio è infinitamente tutto.
Il primo dato dice che Dio è un'esperienza personale ma non fisica.
Il secondo dato implica un'entità irraggiungibile dalla nostra mente.
Ci sono due modi di affrontare il problema.
Il primo è postulando che - non potendo capire Dio - ci si attenga all'unico strumento umano per accostarvisi: la religione.
Il secondo è postulando che - sebbene non si possa raggiungere Dio, in questa vita - si possano capire alcuni risvolti importanti, al di là delle religioni.
Affrontare il problema nel primo modo significa, al limite, fare della teologia basata sulla religione. Ma nel secondo modo, significa fare teologia oltre la religione.
Il primo modo potrebbe anche risultare blasfemo a una o a tutte le religioni.
Il secondo esclude la blasfemia per definizione.
Ora, dato che ci si può prendere una vacanza dalla religione (poi, semmai, si torna al lavoro...), sarà possibile toccare alcune parti di Dio solo col ragionamento libero?
Io dico di sì.
Credo, però, che si debba tenere presente che questa direzione porterà a una "meccanica di Dio". Certamente risulterà sempre incompleta, ma ho fiducia che sia un ottimo metodo per mettere quasi tutti d'accordo e, cosa ancor più importante, innescare un ragionamento appetibile per chiunque.
----------------- PARTENZA -----------------
La prima domanda per il problema è: cosa vuole fare Dio con noi?
E, questa volta, si dovrebbe dare una risposta accettabile.
Suggerimento: dimenticarsi di ciò che dica qualsiasi religione.
Ah, una cosa: se dopo minuti, settimane o anni dovessimo aver raggiunto il culmine del nostro pensare, libero da religioni, finendo nel cristianesimo, non crediate che, comunque, sia stato tempo buttato.
Se Dio esiste, e se ci guarda, so che apprezzerà lo sforzo. Lo so.
senior fa il pigro
Nota per i poveri trafelati a cucù che non abbiano cuore di leggere tutto: andate pure al riassunto. Tanto vi conosco, fannulloni.
Dirò qualcosa di illuminatissimo e discutibilissimo. Così si fa.
Una volta c'era ideologia politica. Oggi è praticamente impossibile.
Una volta c'era Dio Patria e Famiglia. Oggi ci sono varie religioni, c'è la globalizzazione e il divorzio.
Una volta c'era la corruzione ben celata. Oggi c'è l'onestà data in affido sempre a qualcun altro.
Le cose stanno così, o frustrati del Lunedì mattina: dopo un po' di naturale rodaggio, dopo la seconda guerra mondiale, il governo si è reso conto che dare quel poco alla gente significava anche potersi fare i propri interessi.
Il governo cominciò a capire. E il governo si trasformò lentamente da gruppo di rappresentanti della popolazione in un gruppo isolato che potesse - sempre più a contatto con altri governi - inventarsi qualsiasi cosa, indipendentemente dal vantaggio dei rappresentati.
La democrazia.
La democrazia si basa su un semplicissimo meccanismo: il disaccordo. Disaccordo inteso, ovviamente, come sana contrapposizione ideologica. In questo modo la democrazia permette di valutare la bontà di un'idea, di un progetto, di un'impostazione, perché dall'altra parte esiste un sano dissidio, una diversa possibilità, un angolo di visuale differente.
E' chiaro che se la democrazia sarà minata in questa sua caratteristica di fondo, non sarà più democrazia ma, come oggi è dimostrato, si trasformerà in un sistema omogeneizzato dove tutti i rappresentanti, alla fin fine, saranno relativamente in accordo. Anche se il teatrino ideologico continua a fare credere alla gente che esista ancora contrapposizione.
Detto questo, si capisce la necessità di correre ai ripari, in modo da tornare ad avere quelle sane contrapposizioni che offrano il terreno della vera scelta.
Il problema è che la gente, il popolo, non ha gli strumenti intellettuali per capire i problemi e le relative scelte, e gli unici strumenti sono i "media" che, come un imbonitore scafato (ormai da anni di sperimentazione occulta), rendono ancora più oscuro il processo di comprensione di un problema.
Il governo diviene quindi una fazione che non rappresenta più i cittadini e, questi ultimi, non sanno che fare. Addirittura tentano di inventarsi una democrazia diretta che, lungi dall'essere applicabile, conserva pericolosissime porte di servizio da cui possano accedere elementi che pilotino ancor maggiormente la gente. Brutta storia.
Che fare?
La soluzione è - ancora - nell'ideologia. O meglio, un governo che sia pure omogeneizzato (ben venga se le decisioni siano giuste) ma affiancato da una presenza popolare che conservi un'ideologia forte con elevata tendenza civica: governo di pochi rappresentanti controllato da una popolazione fortemente ideologicizzata. Naturalmente l'ideologia si perfezionerebbe, in quanto strumento in continua operatività, in tempi non certo brevi; ma sarebbe l'unica impostazione a conservare una democrazia non più di palazzo, ma generale.
Perché ciò sia attuabile, tuttavia, si dovrebbe ricorrere a un sistema che offra a tutti - iniziando dalla propedeutica scolastica - una base di conoscenza sulle varie materie umanistiche, scientifiche, filosofiche, eccetera; e che sia un forte polo di concentrazione del pensiero supportato da divulgazioni gratuite capitanate dai grandi cervelloni planetari rappresentanti le varie discipline.
(Che idealista che sono!)
Una forte ideologia non è però inquadrabile - come sta penosamente accadendo - in una religione, soprattutto quella cristiana.
Il fatto è che il Capo stesso della Chiesa disse chiaramente di separare il governo umano da Dio addirittura contrastando quei governi teocratici che tutt'oggi hanno (e danno) i loro bei grattacapi. La formula vincente dell'amare il prossimo sarebbe quindi l'unico anello di congiunzione fra un alto senso civico e la fede in questa religione, con ritorni immensi - ove applicata - in termini di equilibrio governativo.
L'ideologia che dovrà nascere, quindi, potrà concretizzarsi solo con il supporto di chi abbia facoltà di credere nell'onestà - punto chiave - e questa enorme fetta di popolazione è ben inquadrabile da chi sia ormai scevro dalla frenesia della costruzione della vita, giovane in cammino verso una propria stabilità. E' inquadrabile pertanto nella popolazione di chi sappia difendere i valori, di chi abbia alle spalle una vita e, soprattutto, la serenità mentale per diventare guida.
(Ma come faccio a essere così bello e bravo?)
Carissimi senior, avete molto più da dare con i vostri patetici interventi che sentire le illuminate opinioni di chi ci governa.
La nazione, quella che regge tutto, è fatta da noi. E' fatta da voi.
----------- RIASSUNTO DELL'IGNOBILE PAPPARDELLA -----------
senior, falla finita. Se era una prova di compatimento, da parte mia è fallita miseramente.
Al lavoro!
Il Carnefice
PS: qualsiasi avventuriero del dissenso, si astenga dal rompermi le scatole su ciò che ha letto.
Non restituisco il biglietto.
E non fa rima!
Dio e gli altri, quelli buoni.
Voglio fare un esperimento.
Voglio provare a non temere Dio.
Voglio fargli dei dispetti, proprio volontariamente.
Voglio cambiare totalmente atteggiamento nei suoi riguardi.
Voglio proprio passare un certo periodo di tempo a non ritenere più Dio una figura superiore, ma un nanetto su cui sfogare le proprie nevrosi.
Voglio vederlo sotto una luce diametralmente opposta perché Dio potrebbe anche essere così. Potrebbe essere anche un nostro subalterno, un nostro parassita. Uno che non può vivere se non alle tue spalle.
Voglio provare per un po' a immaginare Dio come un noioso elemento indissolubile della mia vita, che mi sta dentro e mi rode le scatole, proprio come il verme solitario.
Voglio invocare Dio e, anziché averne reverenziale timore, ammirazione e religiosa costernazione, cominciare ad averne una precisa idea di fastidioso fratellino minore da prendere a sberle e sottomettere "Vieni qua" digrignando. "Vieni qua, che ti faaaccio maaaleee".
Voglio credere, fermamente credere, che Dio sia uno da mettere in riga, intendiamoci, lui e il suo amichetto Diavolo, la coppia "attenti a quei due", mica che ci scordiamo anche dell'altro compare.
Voglio proprio cacciarlo a calci dalla cameretta ogni volta che lo senta bussare, lui e le sue belle paroline "fate così, fate cosà", ma che vuoi? ARIA.
E voglio proprio vedere se lui s'incazza, scusate il termine.
Oppure, voglio vedere se a darmi contro non sia lui, il Padre Buono, ma la gente che mi sta intorno, i "rappresentanti di Dio", i "difensori di Dio", i "credenti".
Voglio proprio vedere chi sarà, davvero, questa volta, a reagire. Dio, o gli altri, quelli buoni.
Ora potrebbe partire una sequela di bestemmie.
Ma la cosa non è così rozza. Spero lo abbiate capito.
Il Carnefice
PS: embé? E allora? Credevate che io non possa fare tutto quello che mi pare, addirittura con Dio?
Vediamo cosa mi succede, vediamo. Cari i miei bellissimi unici, immarcescibili, incommensurabili, dementissimi a molla.
asara in Io credo...Voglio di...
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